Comprendere i bisogni di cure palliative non soddisfatti nelle residenze per anziani
23/12/2025L'accesso alle cure palliative nelle case di cura rappresenta una delle sfide più critiche per i nostri sistemi assistenziali.
Una revisione di letteratura si focalizza proprio su come e perché le cure palliative tempestive non siano erogate nelle nursing home (residenze per anziani) nonostante che i loro utenti siano idonei e ne abbiano realmente bisogno.
Il panorama della ricerca
Gli articoli selezionati sono stati ricercati nelle banche dati CINAHL, MEDLINE, Embase, Web to Science, APA, PsycINFO, e APA PsycArticles nei mesi di febbraio e marzo 2024.
Sebbene l'ambito degli articoli inclusi sia ampio, i ricercatori hanno ritenuto che comprendessero il concetto di identificazione dei bisogni insoddisfatti di cure palliative nella popolazione delle nursing home.
L'importanza dell'identificazione precoce dei bisogni
L’esordio delle cure palliative, di solito nelle ultime due settimane di vita del residente, limita i benefici derivanti dall’efficacia delle cure stesse, suggerendo così una qualità insoddisfacente delle cure palliative nelle nursing home.
L'implementazione precoce, resa possibile da un'identificazione tempestiva dei bisogni, offre benefici tangibili e cruciali.
La ricerca evidenzia quattro vantaggi principali:
La ricerca evidenzia quattro vantaggi principali:
- una migliore gestione dei sintomi, che allevia la sofferenza fisica ed emotiva
- l'accesso a servizi esterni specializzati, che integrano e arricchiscono il piano di cura
- una riduzione dei ricoveri ospedalieri non pianificati, che evita stress inutili al paziente e alla sua famiglia
- un miglioramento complessivo della qualità della vita del residente.
Il concetto di "bisogno di cure palliative non soddisfatto"
Dai 46 record inclusi nella revisione sono stati individuati complessivamente 117 indicatori non specifici per malattia, per identificare i bisogni di cure palliative insoddisfatti.
Per gestire tale complessità, questi indicatori vengono raggruppati in quattro domini fondamentali che coprono l'intera esperienza umana: fisico, psicologico, sociale e spirituale, segnalati anche dall’OMS nel 2020.
Il dominio fisico è il più ampiamente rappresentato, costituendo il 49% (58 su 117) di tutti gli indicatori identificati. I segnali fisici sono spesso i più evidenti e misurabili, dominando l'attenzione clinica. I quattro indicatori più frequentemente riportati sono dolore, perdita di peso, difficoltà respiratorie, perdita di appetito.
Il dominio psicologico riguarda il benessere emotivo e cognitivo del residente. Gli indicatori più significativi emersi dallo studio includono la depressione, l’ansia e il deterioramento cognitivo.
I bisogni dei domini sociale e spirituale sono drammaticamente sottorappresentati rispetto a quelli fisici, costituendo rispettivamente solo il 2% e il 3% del totale degli indicatori. Questa disparità evidenzia un pregiudizio sistemico verso ciò che non è fisicamente manifesto, rischiando di lasciare i residenti a soffrire di forme di disagio profonde ma meno visibili. L'indicatore più comune per il dominio sociale è il ritiro o isolamento sociale, mentre per quello spirituale è la necessità di maggiore supporto spirituale.
Oltre a questi quattro domini, esistono altri indicatori cruciali, legati al sistema sanitario e alla funzionalità quotidiana, indispensabili per una valutazione completa e olistica.
Un indicatore critico è l'aumento dei ricoveri ospedalieri. Questo è stato il secondo indicatore più riportato in assoluto dopo il dolore, a testimonianza della sua importanza. Ricoveri frequenti e non pianificati – definiti in alcuni strumenti come due o più ricoveri negli ultimi sei mesi – spesso indicano una gestione inadeguata dei sintomi o una crisi che avrebbe potuto essere prevenuta con un approccio palliativo proattivo.
La riduzione dell'indipendenza nelle attività della vita quotidiana (ADL) che si riferisce alla crescente difficoltà del residente a svolgere compiti basilari in autonomia viene spesso misurata con strumenti specifici. Ad esempio, un punteggio inferiore a 20 nell'Indice di Barthel indica una dipendenza quasi totale. Un simile deterioramento è un chiaro segnale di un bisogno crescente di supporto e richiede l'attivazione di un approccio palliativo.
Tutti questi indicatori, presi insieme, compongono un quadro complesso che permette di identificare con maggiore precisione i residenti che potrebbero beneficiare delle cure palliative.
Gli strumenti per comprendere il bisogno di cure palliative: screening e linee guida
La radice del problema risiede quindi in una mancata identificazione precoce dei bisogni, aggravata da un panorama di valutazione frammentato: la letteratura scientifica ha identificato ben 20 metodi, cinque strumenti di screening e quattro diverse linee guida, senza che emerga un approccio standardizzato.
La revisione esamina alcuni strumenti di screening per le cure palliative negli anziani, tra i quali:
- una versione modificata del Gold Standards Framework-Proactive Indicator Guidance
- una linea guida identificata dal National Health Service nel Regno Unito, cha fa parte della strategia per le cure di fine vita del Dipartimento della Salute
- tre articoli riguardo l'utilizzo delle linee guida della National Hospice, sviluppate negli Stati Uniti d'America, utilizzate per determinare l'idoneità alle cure palliative per i residenti
- un'altra linea guida per un approccio palliativo nell'assistenza residenziale per anziani sviluppata in Australia e fornita a tutte le strutture di assistenza residenziale per anziani del paese
- l'ultima linea guida canadese per le cure di fine vita in contesti di assistenza a lungo termine che ha lo scopo di stimolare gli infermieri all'inizio delle cure di fine vita ed è l'unica linea guida non specifica per malattia che delinea una misura composita e raccomandazioni associate con il sistema di punteggio della Palliative Performance
- il National Institute for Health and Care Excellence ha sviluppato una linea guida clinica intitolata "Cure di fine vita per adulti: erogazione dei servizi" con le raccomandazioni sull'identificazione degli individui prossimi alla fine della vita e la conduzione delle valutazioni dei bisogni.
Dunque, considerando le linee guida disponibili, potrebbe essere giustificata una linea guida sviluppata specificamente per l'ambiente delle residenze che potrebbe includere un sistema di punteggio preciso per identificare i bisogni di cure palliative insoddisfatti dei residenti, così come una chiara misura composita per supportare il processo decisionale del personale nell'implementazione tempestiva degli interventi.
Tuttavia, analogamente alla standardizzazione, l'implementazione di una linea guida può limitare l'individualizzazione dell'assistenza, in base alla quale tutti i bisogni di cure palliative insoddisfatti nelle nursing home vengono valutati con gli stessi criteri indipendentemente dalle circostanze e dalle preferenze specifiche, pertanto gli autori consigliano cautela nell'uso di linee guida rigide in considerazione di fattori quali la limitata generalizzabilità.
Alcune raccomandazioni per la ricerca futura
Dai risultati di questa revisione si possono trarre complessivamente diverse raccomandazioni per orientare la ricerca futura, tra cui:
- definire il concetto di "bisogni di cure palliative insoddisfatti" per facilitarne la valutazione e la misurazione nell’ambito della residenzialità
- avviare studi futuri sui metodi utilizzati dal personale delle case di cura nella pratica di routine per identificare i bisogni di cure palliative insoddisfatti
- sviluppare strumenti elettronici di supporto per rafforzare il processo decisionale del personale su quando e come fornire cure palliative tempestive
- includere i residenti come parte dello screening dei bisogni di cure palliative
- valutare le linee guida infermieristiche per le cure di fine vita in contesti di assistenza a lungo termine per determinare l’efficacia delle linee guida nell’identificazione tempestiva dei bisogni di cure palliative.
Rimane pertanto fondamentale creare strategie e strumenti per migliorare l'erogazione delle cure palliative in questo settore, promuovendo soprattutto la formazione specifica del personale, l'avvio di una pianificazione anticipata delle cure e la creazione di un team specifico, multiprofessionale, per la gestione delle cure palliative a partire dalla rilevazione del bisogno di salute specifico.

