Valore in RSA

novità dal network delle RSA toscane

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novità dal network delle RSA toscane
a cura di Agenzia regionale di sanità Toscana

RSA e Covid-19, gestire le difficoltà per così lungo tempo: alcune considerazioni

21/10/2021
Le RSA, dall’inizio della pandemia, vivono una situazione di difficoltà mai vista prima, sia da un punto di vista organizzativo ed economico, che nel contenimento della diffusione di Covid-19 tra gli anziani residenti.

Dopo il primo anno di estremo disagio, da parte delle RSA, nel contenere la diffusione del virus e nel gestire le "Bolle Covid", l’arrivo del vaccino ha permesso di attenuare un po' il problema.

Nonostante ciò, nelle RSA persiste ancora un numero limitato di anziani e di operatori che ad oggi non sono vaccinati e questo desta una notevole preoccupazione per eventuali nuovi focolai da variante di SARS-CoV-2, anche se in misura più limitata rispetto a quanto verificatosi nella prima e nella seconda ondata.

Nella primavera 2021, l’Ordinanza del Ministero della Salute 8 maggio 2021 sulle modalità di accesso/uscita di ospiti e visitatori presso le strutture residenziali, recepita poi dall'Ordinanza n.52 del 19 maggio di Regione Toscana, dalla Delibera di Giunta n. 546 e dalla Delibera n. 862, ha riaperto gli accessi alle RSA con incontri liberi tra anziani residenti e familiari, elemento importantissimo per la dimensione di vita degli anziani. Questi incontri, ad oggi, prevedono solo l’obbligo del green pass, che in taluni casi non equivale a garantire che tutte le persone che entrano siano effettivamente vaccinate. L’avvio delle aperture verso l’esterno, seppur restituisca benessere a tutti, ha però aumentato, tra le RSA, la preoccupazione per una nuova ondata pandemica.

Nei mesi di agosto-settembre abbiamo assistito al riaccendersi, in alcune RSA, di focolai di Covid-19, che, seppure in dimensione numerica contenuta e con sintomatologia decisamente più lieve rispetto al passato, hanno comunque creato enorme sofferenza sia agli anziani che agli operatori. Se a questo aggiungiamo la riapertura delle scuole, in cui sono presenti i figli di operatori che lavorano in RSA, per la maggior parte non vaccinati, si rischia, come l’anno scorso, un incremento del contagio.

Una nuova ondata, pur generando poche conseguenze sanitarie (meno decessi e meno ricoveri rispetto al passato), metterebbe in crisi le RSA per più motivi:
  • il benessere degli anziani residenti di nuovo compromesso
  • rigide misure di sicurezza con apertura di "Bolle Covid" e l’utilizzo di DPI come tute e visiere sono di impedimento sia per il lavoro assistenziale di molti operatori sia di difficile sostenibilità economica per le RSA
  • gli operatori infettati che, anche se asintomatici, non possono lavorare e questo creerebbe estremo disagio e fatica sia per i pochi operatori che restano a lavoro, sia per chi organizza i turni
Inoltre la strada che dobbiamo percorrere per ridurre il rischio di contagio in questo autunno deve prevedere interventi su più fronti:
  • far accedere in RSA solo gli operatori vaccinati, come definito dall’ultimo Decreto legge n. 122 del 2021 dalla metà di ottobre 
  • permettere incontri liberi tra anziani a familiari solo se vaccinati, oltre a prevedere tamponi periodici, in altri casi prevedere incontri nella stanza degli abbracci e video chiamate
  • consentire nuovi ingressi di anziani in RSA solo se vaccinati
  • permettere l’ingresso dei lavoratori di ditte esterne solo se vaccinati
  • mantenere elevato il livello delle sanificazioni degli ambienti
  • supportare con ristoro sia i costi dei DPI ordinari, che le sanificazioni.
Nuove sfide all'orizzonte per un settore già molto provato e per troppo tempo.