Quali fattori influenzano il turnover degli infermieri nelle RSA?
28/07/2025
Facendo seguito all’articolo già recensito sul tema del turnover del personale in RSA, presentiamo oggi una recensione più specifica perché relativa ad una revisione sistematica sulla tendenza al turnover degli infermieri nelle strutture di assistenza per anziani.
Analizzando 6 studi pubblicati tra il 2009 e il 2019, identifica sia fattori individuali, come età, istruzione e soddisfazione lavorativa, sia fattori organizzativi, inclusa la tipologia della struttura e il livello di personale infermieristico, che influenzano tale intenzione.
La soddisfazione lavorativa emerge come il fattore più significativo, suggerendo che strategie volte a migliorarla, come la riduzione degli straordinari e l'aumento delle retribuzioni, siano cruciali per trattenere gli infermieri e migliorare l'assistenza ai residenti.
La soddisfazione lavorativa emerge come il fattore più significativo, suggerendo che strategie volte a migliorarla, come la riduzione degli straordinari e l'aumento delle retribuzioni, siano cruciali per trattenere gli infermieri e migliorare l'assistenza ai residenti.
Il tasso di turnover degli infermieri nelle case di cura in un anno varia tra il 19,0% e il 55,0%.
Un alto tasso di turnover infermieristico ha conseguenze negative sia per i residenti che per le organizzazioni;
- ostacola la valutazione dei residenti e l'implementazione dei piani assistenziali (PAI)
- riduce la confidenza nelle relazioni tra infermieri e residenti
- rende più difficile rilevare complicazioni e problemi di salute a causa della ridotta continuità dell'assistenza
- influisce sulla salute dei residenti attraverso scarsa supervisione e formazione.
Per le organizzazioni, comporta costi sostanziali per il reclutamento e la formazione del nuovo personale.
Il dato sull'intenzione di abbandono è considerato un buon indicatore del turnover effettivo, pertanto identificare i fattori legati alle intenzioni di abbandono degli infermieri e controllare il tasso di turnover è fondamentale per migliorare la salute dei residenti ed evitare sprechi, in termini di costi, per le organizzazioni.
All'interno dei fattori individuali, sono stati inclusi i fattori demografici e psicosociali.
- Fattori demografici. Gli infermieri più anziani e con un minor numero di esperienze di turnover hanno una minore propensione all'abbandono. Livelli di istruzione più bassi e una maggiore competitività nella retribuzione sono associati a una minore tendenza a cercare nuove opportunità lavorative per quanto concerne la figura dei coordinatori infermieristici. Gli infermieri single hanno minore probabilità di lasciare. Invece i risultati riguardo agli anni di esperienza in RSA variano tra gli studi senza individuare indicazioni precise.
- Aspetti psicosociali. Oltre alla soddisfazione lavorativa, anche basse richieste lavorative e basso stress lavorativo sono associati a un maggior attaccamento all'organizzazione. Inoltre, una maggiore percezione di empowerment e un impegno organizzativo negativo sono associati a minori intenzioni di abbandono.
Altri fattori organizzativi identificati includono:
- caratteristiche della struttura: gli infermieri che lavorano in RSA private (for-profit) e in RSA private sociali (non-profit) mostrano intenzioni di abbandono inferiori rispetto a quelli delle RSA pubbliche
- caratteristiche del personale infermieristico: più ore infermieristiche dedicate a ciascun residente ogni giorno sono legate a una minore propensione degli infermieri a lasciare il lavoro
- caratteristiche dei residenti: un rapporto inferiore di giorni di permanenza dei residenti è associato a minori intenzioni di abbandono.
In base a quanto emerso in questa revisione di letteratura, per ridurre le intenzioni di abbandono degli infermieri nelle case di cura, sono necessari sforzi per aumentare la loro soddisfazione lavorativa. Alcuni di questi sforzi possono includere la riduzione degli straordinari, l'aumento della retribuzione e il miglioramento degli ambienti di lavoro. Gli straordinari sono stati identificati come un fattore chiave associato al turnover e a esiti negativi sia per gli infermieri (fatica, burnout) che per i residenti.
I direttori delle strutture dovrebbero monitorare periodicamente questo “sintomo” attraverso sondaggi o interviste e cercare di comprenderne le ragioni in profondità. Considerando fattori come età, retribuzione, stato civile, esperienza lavorativa, posizione ricoperta (ruolo), soddisfazione lavorativa e tipo di organizzazione (for-profit/non-profit), i direttori possono prendere decisioni informate nell'assunzione e gestione del personale, nonché nella creazione di un ambiente di lavoro favorevole.
Sebbene la revisione offra spunti importanti riporta alcuni limiti. I risultati sono influenzati dalla varietà dei metodi di misurazione utilizzati e dalla limitata disponibilità di studi sulla specifica popolazione infermieristica delle strutture di assistenza per anziani.
In conclusione, le ragioni delle intenzioni di abbandono degli infermieri nelle case di cura sono complesse e influenzate da una varietà di fattori individuali e organizzativi, con la soddisfazione lavorativa che spicca come il più influente. Comprendere questi fattori è importante per i professionisti sanitari, il personale amministrativo e di direzione, nonché i responsabili politici per stabilire strategie efficaci per diminuire le intenzioni di abbandono degli infermieri.
Per saperne di più:
- Lee J. Nursing home nurses' turnover intention: A systematic review. Nurs Open. 2022 Jan;9(1):22-29. doi: 10.1002/nop2.1051. Epub 2021 Nov 22. PMID: 34811952; PMCID: PMC8685779.

