Anziani in movimento: una guida per sconfiggere la sedentarietà
05/08/2025Stare troppo seduti, in particolare se per lunghi periodi ininterrotti, è associato ad effetti dannosi sulla salute e sul benessere anche per la popolazione anziana: è stato riscontrato infatti che la sedentarietà è associata a malattie cardiovascolari, fragilità, disabilità, isolamento sociale ed invecchiamento meno efficace.
Gli anziani sono il segmento più sedentario della società; con l'aumento globale della percentuale degli anziani, il comportamento sedentario sta diventando una vera e propria sfida di sanità pubblica, specialmente considerando la crescente prevalenza di disabilità fisiche e cognitive in questa fascia d'età, che possono costituire un ostacolo al movimento.
Cause del comportamento sedentario nell’anziano
La prima revisione sistematica presa in esame, pubblicata da Chastin et al. (2025), è stata condotta con l’obiettivo di identificare e comprendere le cause multifattoriali del comportamento sedentario nell’anziano, al fine di sviluppare interventi mirati ed efficaci per ridurre la sedentarietà.
I determinanti identificati sono numerosi e sono stati classificati in tre aree chiave.
- Determinanti individuali: ovvero età, sesso, stato di salute, livello di istruzione, ma anche motivazione intrinseca e convinzioni personali sull'attività fisica. Per quanto riguarda lo stato di salute, è necessario far presente che la funzionalità fisica è un determinante significativo della sedentarietà. Le limitazioni fisiche, unite o meno a deficit cognitivi, possono influenzare direttamente la percezione di auto-efficacia e la motivazione a intraprendere attività fisica, aumentando di conseguenza la tendenza alla sedentarietà. Gli interventi per promuovere l’attività fisica nell’anziano devono quindi essere personalizzati in base al grado di autosufficienza e alle specifiche capacità residue.
- Determinanti sociali: il contesto sociale in cui l’anziano vive è fondamentale. Il supporto di familiari, amici e figure sanitarie o socio-sanitarie può fare la differenza: specialmente per gli anziani con disabilità, questo supporto assume un'importanza cruciale per superare le barriere fisiche e motivazionali alla partecipazione, garantendo inclusione anche per chi necessita di maggiore assistenza.
- Determinanti ambientali: l'ambiente fisico stesso può essere un alleato o un ostacolo. Affinché sia un alleato deve essere privo di barrire architettoniche, inoltre, la revisione sottolinea l'importanza di un ambiente che faciliti il movimento e riduca le opportunità di sedentarietà attraverso la presenza di spazi sicuri e invitanti per muoversi, attrezzature adatte e accessibilità a programmi di attività.
Cambiare comportamento per aumentare l'attività fisica nell'anziano
Se questa prima revisione ha individuato le cause della sedentarietà, la seconda revisione oggetto di questo articolo, pubblicata da Shi et al. (2025) e intitolata "Tecniche di cambiamento comportamentale per aumentare l'attività fisica negli adulti più anziani che vivono in strutture di cura a lungo termine”, offre una panoramica delle tecniche di cambiamento del comportamento (BCTs) più promettenti.Gli autori hanno identificato nove BCTs particolarmente efficaci nel promuovere l'attività fisica tra gli anziani residenti in strutture di lungodegenza, le quali possono essere modulate anche in base alle specifiche esigenze e capacità degli individui con disabilità fisiche e cognitive presenti nelle strutture, coprendo l'intero spettro del grado di non autosufficienza - dall'autosufficienza alla grave dipendenza fisica e cognitiva – dei residenti nelle strutture. Di seguito si riportano le nove BCTs
1. Fonte credibile. Questa tecnica si basa sulla comunicazione verbale o visiva da parte di una fonte autorevole a favore del comportamento target. Negli studi esaminati, le finti autorevoli erano professionisti della salute o altre figure che l'anziano percepisce come competenti e affidabili.
2. Supporto sociale. Si riferisce al supporto emotivo, pratico o motivazionale da parte di altre persone. L'obiettivo è creare un ambiente sociale che normalizzi e valorizzi l'attività fisica, specialmente nei contesti di fragilità fisica o psicologica.
3. Definizione degli obiettivi (risultato). Consiste nella definizione di obiettivi legati ai risultati desiderato, ovvero nell’aiutare l'anziano a visualizzare e a comprendere i benefici concreti che deriveranno dall'attività fisica. Per chi ha disabilità, gli obiettivi devono essere estremamente realistici e personalizzati sul miglioramento della qualità della vita, anche in termini di autonomia minima.
4. Definizione degli obiettivi (comportamento). Implica la definizione di obiettivi specifici sul comportamento (es. camminare 20 minuti al giorno). Anche per i livelli di disabilità più severi, piccoli obiettivi raggiungibili possono generare un senso di successo.
5. Dimostrazione del comportamento. Consiste nel mostrare fisicamente come eseguire gli esercizi in modo corretto e sicuro; ciò riduce ansia e paura, oltre a facilitare la comprensione e la replica corretta del movimento.
6. Istruzioni su come eseguire un comportamento. Fornire indicazioni verbali chiare, semplici e ripetute, supportate da immagini o cartelloni in particolar modo per chi ha difficoltà cognitive, aiuta a strutturare il comportamento target e a ridurre l’incertezza nei partecipanti.
7. Automiglioramento del comportamento. Incoraggiare l'anziano a tenere traccia della propria attività (es. con un diario) può rafforzare l’autoefficacia e il senso di controllo. Per gli anziani con disabilità cognitive, strumenti visivi semplificati e la guida di un caregiver possono facilitare il monitoraggio.
8. Automiglioramento del risultato/i del comportamento. Non solo monitorare l'attività, ma anche i suoi effetti ha un impatto positivo: aiutare l'anziano a notare i miglioramenti funzionali, nel benessere o nella riduzione del dolore rinforza la motivazione. Anche per chi è gravemente dipendente, il riconoscimento di un piccolo miglioramento è un potente rinforzo positivo.
9. Aggiunta di oggetti nell’ambiente. Consiste nel rendere l'ambiente stesso un facilitatore del movimento, eliminando le barriere architettoniche, introducendo attrezzature accessibili e strutturandolo con percorsi sicuri e stimolanti all'interno e all'esterno della struttura.
In conclusione, la lotta alla sedentarietà nella popolazione anziana non è una battaglia contro un nemico invisibile, ma un processo scientificamente informato.
Di fatto, queste due revisioni sistematiche ci forniscono una guida per un approccio efficace ed efficiente alla promozione dell'attività fisica, attraverso la programmazione di strategie personalizzate e la realizzazione di ambienti inclusivi per gli anziani, in particolare per quelli che vivono con disabilità fisiche e cognitive, a qualunque livello di autonomia si trovino.
Identificare le cause della sedentarietà e conoscere le tecniche di cambiamento comportamentale, ci consentono di applicare strategie basate sull'evidenza che possono fare una differenza profonda nella vita degli anziani, elevandone la qualità complessiva e potenziandone autonomia, funzione cognitiva e umore.
Per saperne di più:
- Karkauskiene E, Solianik R, Tully MA, Giné-Garriga M, Font-Jutglà C, Salvans AE, Dudoniene V, Brazaitis M, Jerez-Roig J. Effectiveness of Interventions for Reducing Sedentary Behavior in Older Adults Living in Long-Term Care Facilities: A Systematic Review and Meta-Analysis. J Am Med Dir Assoc. 2025 May 21:105685. doi: 10.1016/j.jamda.2025.105685. Epub ahead of print. PMID: 40412435.
- Shi Y, Xie T, Xie X, Shao L, Lao A, Zhang J. Behavior change techniques to increase physical activity among older adults living in long-term care facilities: A systematic review. J Health Psychol. 2025 May;30(6):1210-1226. doi: 10.1177/13591053241270491. Epub 2024 Aug 15. PMID: 39148324.

