La vaccinazione contro la Varicella
02 Luglio 2026
Indice della scheda sulla varicella e sulla vaccinazione contro la varicella
La malattia generalmente si manifesta con papule diffuse della pelle e delle mucose che si trasformano rapidamente in vescicole e poi in croste. In alcuni casi si possono verificare complicanze come infezioni batteriche cutanee, riduzione del numero di piastrine, polmonite ed encefalite, tanto più gravi se il soggetto è un adulto e/o presenta deficit delle difese immunitarie.
La malattia, una volta contratta, conferisce un’immunità (protezione contro successive nuove infezioni) di tipo permanente. È noto tuttavia che il virus, in seguito all’infezione, può rimanere silente nell’organismo, per poi riattivarsi in situazioni di stress psicofisico e di abbassamento delle difese immunitarie, configurando il quadro clinico conosciuto come “Fuoco di Sant’Antonio”.
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In passato sono state registrate epidemie di varicella in ambienti ospedalieri; questo aspetto, insieme alla gravità dei sintomi soprattutto in soggetti che contraggono la malattia in età adulta, rende importante proporre la vaccinazione al personale che opera in strutture sanitarie.
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Non sono considerati suscettibili alla malattia, e quindi non necessitano del vaccino:
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Come per tutti i vaccini, non è possibile escludere l’eventualità di reazioni allergiche anche gravi come lo shock anafilattico. Tali gravi reazioni si manifestano generalmente nei primi minuti dall’iniezione, pertanto si raccomanda di attendere 15-20 minuti prima di allontanarsi dalla sede della vaccinazione.
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- Varicella: sintomi, trasmissione e rischio di Fuoco di Sant'Antonio
- Rischi clinici della varicella in gravidanza e complicanze fetali
- Vaccino contro la varicella e a chi è raccomandato
- Vaccino contro la varicella: posologia, modalità di somministrazione e criteri di suscettibilità
- Profilo di sicurezza ed effetti indesiderati post-vaccino
- Fattori che possono ridurre l'efficacia della vaccinazione
- Controindicazioni, sospensioni temporanee e precauzioni d'uso
- Avvertenze, monitoraggio del rash e comportamenti prudenziali
Varicella: sintomi, trasmissione e rischio di Fuoco di Sant'Antonio
La varicella è una malattia infettiva acuta esantematica causata dall’infezione primaria del virus Varicella zoster. È una patologia molto contagiosa, che può colpire adulti e bambini e che rappresenta una causa importante di malformazioni neonatali anche gravi se contratta dalla madre durante la gravidanza. La trasmissione del virus avviene per contatto diretto con le lesioni cutanee caratteristiche della malattia, tramite le goccioline di saliva della persona infetta o per trasmissione da madre a feto.La malattia generalmente si manifesta con papule diffuse della pelle e delle mucose che si trasformano rapidamente in vescicole e poi in croste. In alcuni casi si possono verificare complicanze come infezioni batteriche cutanee, riduzione del numero di piastrine, polmonite ed encefalite, tanto più gravi se il soggetto è un adulto e/o presenta deficit delle difese immunitarie.
La malattia, una volta contratta, conferisce un’immunità (protezione contro successive nuove infezioni) di tipo permanente. È noto tuttavia che il virus, in seguito all’infezione, può rimanere silente nell’organismo, per poi riattivarsi in situazioni di stress psicofisico e di abbassamento delle difese immunitarie, configurando il quadro clinico conosciuto come “Fuoco di Sant’Antonio”.
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Rischi clinici della varicella in gravidanza e complicanze fetali
Di importante rilevanza clinica è la malattia contratta dalla madre durante la gravidanza, dal momento che il feto è a rischio di sviluppare la Sindrome da varicella fetale (malformazioni cerebrali e degli arti). La malattia espone a rischio anche la madre per il possibile sviluppo di gravi complicanze come polmonite, coagulazione intravascolare disseminata, fino alla morte).Torna all'indice ⇑
Vaccino contro la varicella e a chi è raccomandato
Il vaccino contro la varicella è costituito dal virus vivo attenuato, cioè dal virus opportunamente trattato al fine di renderlo incapace di provocare la malattia ma sufficientemente attivo da stimolare un’adeguata risposta immunitaria nel soggetto.In passato sono state registrate epidemie di varicella in ambienti ospedalieri; questo aspetto, insieme alla gravità dei sintomi soprattutto in soggetti che contraggono la malattia in età adulta, rende importante proporre la vaccinazione al personale che opera in strutture sanitarie.
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Vaccino contro la varicella: posologia, modalità di somministrazione e criteri di suscettibilità
La vaccinazione viene effettuata con 2 dosi distanziate di almeno 4 settimane l’una dall’altra. Il vaccino viene somministrato per via sottocutanea o intramuscolare a livello del braccio.Non sono considerati suscettibili alla malattia, e quindi non necessitano del vaccino:
- i soggetti con certificato vaccinale di due dosi
- i soggetti con positività degli esami del sangue (dosaggio degli anticorpi contro la varicella)
- i soggetti che ricordano di aver avuto la malattia naturale
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Profilo di sicurezza ed effetti indesiderati post-vaccino
Il vaccino della varicella è un vaccino sicuro; talvolta possono verificarsi lievi effetti collaterali locali come arrossamento, edema e dolorabilità nella zona dell’inoculazione, oppure reazioni generalizzate quali febbre, sonnolenza, esantema cutaneo simile alla varicella cutaneo. In rari casi possono presentarsi disturbi dell’apparato cardiovascolare e del sistema nervoso.Come per tutti i vaccini, non è possibile escludere l’eventualità di reazioni allergiche anche gravi come lo shock anafilattico. Tali gravi reazioni si manifestano generalmente nei primi minuti dall’iniezione, pertanto si raccomanda di attendere 15-20 minuti prima di allontanarsi dalla sede della vaccinazione.
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Fattori che possono ridurre l'efficacia della vaccinazione
L’età e lo stato di salute del soggetto al momento della vaccinazione possono influire sulla capacità dell’organismo di produrre anticorpi. In particolar modo le patologie che inducono uno stato di immunodepressione (es. mancanza della milza, deficit del complemento, infezione da HIV, ecc.) possono diminuire la capacità dell’organismo di sviluppare una risposta anticorpale adeguata allo stimolo vaccinale e, di conseguenza, esporre il soggetto ad infezione nonostante un’appropriata somministrazione del vaccino.Torna all'indice ⇑
Controindicazioni, sospensioni temporanee e precauzioni d'uso
Le seguenti condizioni rappresentano controindicazioni, controindicazioni temporanee, precauzioni o avvertenze all’esecuzione della vaccinazione contro la varicella, delle quali discutere con il medico responsabile della vaccinazione.Controindicazioni
- reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose
- reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino
- la vaccinazione è controindicata in caso di immunosoppressione: nei candidati a trapianto può essere indicata se eseguita prima dell’immunosoppressione, secondo valutazione specialistica
- immunosoppressione grave (es. in corso di chemioterapia, trapianto di cellule staminali con Graft Versus Host Disease [GVHD], altre immunodeficienze primarie, infezione da HIV con grave immunodepressione)
- difetti anticorpali gravi (es. agammaglobulinemia X-recessiva)
- alcuni difetti gravi del numero e/o funzione dei linfociti o fagociti (es. sindrome di DiGeorge completa, difetto di adesione leucocitaria)
Controindicazioni temporanee
- gravidanza
- somministrazione recente (≤11 mesi) di immunoglobuline (l’intervallo dipende dal tipo di prodotto) escluso il caso di profilassi post esposizione alla varicella
- terapia immunosoppressiva
- chemioterapia e radioterapia
- trapianto di cellule staminali ematopoietiche (≤24 mesi)
- terapia con immunoglobuline
- terapia con antivirali da 24 h
Precauzioni
- infezioni gravi o ricorrenti
- malattia acuta grave o moderata, con o senza febbre
- orticaria generalizzata immediata dopo somministrazione di una precedente dose
- reazione allergica grave al lattice (per i prodotti che contengono lattice nella siringa)
- infezione da HIV con moderata immunodepressione
- storia familiare di immunodeficienza congenita
- alcune immunodeficienze non gravi come Sindrome di DiGeorge parziale
- difetti di sottoclassi di immunoglobuline IgG
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Avvertenze, monitoraggio del rash e comportamenti prudenziali
- Evitare l’uso di salicilati nelle 6 settimane successive alla vaccinazione, salvo diversa indicazione clinica.
- Può comparire rash post-vaccinale: in tal caso evitare contatti stretti con soggetti suscettibili ad alto rischio (immunodepressi, donne in gravidanza suscettibili, neonati di madri suscettibili) fino a risoluzione; in via prudenziale fino a 6 settimane.
- La trasmissione del virus vaccinale è rara, ma possibile soprattutto in presenza di rash: fornire istruzioni al vaccinato su monitoraggio e comportamento prudenziale con i contatti fragili.
- Attendere 4 settimane prima di una gravidanza.
- Dopo somministrazione di sangue, plasma, emoderivati o immunoglobuline, rinviare la vaccinazione per un intervallo variabile in funzione del prodotto e della dose (indicativamente 3–11 mesi), per evitare interferenza degli anticorpi con la risposta al vaccino; attenersi alle indicazioni di RCP.
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