Sorveglianza ISS di COVID-19 nelle RSA: casi e decessi rarefatti

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12/07/2021
Prosegue lo studio di sorveglianza nelle strutture residenziali, tra cui anche le RSA, condotto dall’ISS. Al monitoraggio hanno aderito 845 strutture per un totale di 30.906 posti letto. Di queste strutture, 361 erano RSA, per un totale di 15.852 posti letto.

Inoltre è utile ricordare che circa la metà delle RSA partecipanti sono toscane grazie alla campagna di sensibilizzazione che è stata fatta da Regione Toscana insieme ad ARS Toscana.

Potendo analizzare un periodo temporale più ampio che va da ottobre 2020 a giugno 2021 emerge il progressivo calo dei casi e dei decessi COVID-19 a partire da gennaio 2021 fino quasi all’azzeramento. Questo il principale risultato campagna vaccinale che è partita prima in queste strutture rispetto alla popolazione generale.

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Analogo l’andamento dell’incidenza di casi di COVID-19 tra gli operatori sanitari delle medesime strutture residenziali, con un declino nel numero di nuovi casi dopo l’inizio della campagna vaccinale, più evidente nelle ultime settimane di febbraio e da marzo a giugno 2021.

Focalizzando l’attenzione su ciò che è accaduto fino a poche settimane fa nelle RSA, dal rapporto ISS si apprende che:
  1. nel mese di novembre 2020, l’incidenza settimanale di COVID-19 ha raggiunto un picco del 3,1%, in linea con quanto osservato nella popolazione generale. Dalla fine di febbraio si osserva un calo costante e marcato dei nuovi casi di COVID-19, fino a raggiungere valori prossimi allo 0,01% di nuovi casi per settimana nel mese di maggio e giugno 2021.
  2. andamento simile ha avuto il numero di RSA per le quali si è registrato almeno un nuovo caso di COVID-19 tra i residenti. Dalla metà di ottobre alla metà di novembre 2020 è stata registrata la percentuale più alta di strutture con almeno un caso COVID-19 tra i residenti, ovvero l’11%. Poi tale percentuale è andata progressivamente riducendosi, fino a raggiungere valori inferiori allo 0,01% nell’ultima settimana di rilevazione (dal 7 al 13 giugno 2021)
  3. la percentuale di residenti SARS-CoV-2 positivi trasferiti settimanalmente in ospedale rispetto al totale dei residenti in struttura ha subìto un decremento dalla seconda metà di gennaio 2021, ovvero il tempo necessario perché il vaccino diventasse efficace, fino a raggiungere valori inferiori allo 0,01%
  4. la percentuale di decessi di pazienti SARS-CoV-2 positivi ha subìto una marcata riduzione nelle settimane di maggio e giugno 2021, raggiungendo valori inferiori allo 0,01%
  5. a giugno 2021 il 90% dei residenti ha ricevuto il ciclo completo di vaccino anti-SARS-CoV-2.
In controtendenza con il dato nazionale, l’indagine mostra una progressiva riduzione dei casi COVID-19, degli isolamenti, delle ospedalizzazioni di residenti SARS-CoV2 positivi e dei decessi nei mesi di febbraio-aprile 2021. Questo risultato è frutto in larga parte della campagna vaccinale, che ha interessato in maniera prioritaria sia i residenti che tutto il personale, oltre a un’elevata attenzione diagnostica e di prevenzione.

A fronte di questi risultati l’ISS ha già emanato delle raccomandazioni (Rapporto ISS COVID-19 n. 16/2021) sulla vaccinazione contro COVID-19 nelle comunità residenziali in Italia.

Il documento esplicita gli obiettivi della vaccinazione anti COVID-19 nelle comunità residenziali sia nei termini generali e trasversali, sia di valutarne le specificità per ciascuna delle diverse strutture considerate. Similmente, considerazioni di carattere sia trasversale che particolare sono presentate per quanto riguarda l’implementazione della vaccinazione anti COVID-19, come ad esempio la decentralizzazione e l’ottenimento del consenso informato.

Una specifica raccomandazione per le RSA una riguarda i criteri di priorità e di pianificazione dell’attività vaccinale:
  1. è necessario essere tempestivi nella vaccinazione dei nuovi residenti (entro pochi giorni dall’ingresso), se non precedentemente vaccinati, al fine di ridurre al minimo il rischio di focolai infettivi nella struttura
  2. in considerazione dell’assenza di evidenza riguardo l’efficacia dei vaccini nel medio-lungo termine rappresenta inoltre una priorità considerare la necessità e pianificare l’esecuzione di richiami nel periodo successivo all’anno dalla prima vaccinazione. Questa necessità va considerata in maniera prioritaria in questa popolazione in quanto particolarmente suscettibile agli effetti negativi dell’infezione e meno responsiva agli interventi di immunizzazione
  3. sarebbe opportuno che la pianificazione delle attività vaccinali avvenisse in stretto raccordo tra ASL/Regione e i responsabili delle strutture che possono anticipare e verificare in modo capillare i bisogni e le necessità specifiche delle persone residenti.
Concludendo, sebbene i dati indichino una quasi totale scomparsa dei nuovi casi di COVID-19 nelle strutture residenziali, le attività di monitoraggio in queste strutture auspichiamo che proseguano, per valutare la ripresa di eventuali nuovi focolai epidemici nel periodo autunnale. Inoltre, poiché la durata della copertura vaccinale non è nota, i dati relativi alla comparsa di nuovi focolai di COVID-19 saranno utili per valutare la necessità di anticipare o intensificare i richiami vaccinali in questa popolazione nel medio-lungo periodo.


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