Coronavirus, esperienze nazionali e internazionali a supporto dell’integrazione delle cure palliative con altre specialità

cure palliative covid
12/08/2020
L’articolo Le cure palliative nella pandemia da SARS-CoV-2: esperienze italiane e internazionali a confronto offre una rassegna delle migliori indicazioni ed esperienze italiane e internazionali, curata dalla Società Italiana di Cure Palliative (SICP), che fornisce indicazioni essenziali e rapidamente fruibili sulle possibili modalità di gestione organizzativa e clinica delle cure palliative (CP) durante l’emergenza COVID.

Secondo le più recenti definizioni di CP è doverosa una presa in carico precoce della persona che si avvicina alla fine della vita e la costruzione di una rete che permetta di pianificare le scelte di cura secondo tempi, modi e con caratteristiche ben precise.

In regime ordinario, l’emergenza nelle CP è prevalentemente di due tipi:
  • comunicativa tra persona malata e l’équipe sanitaria, tra famiglia ed équipe, tra persona malata e famiglia, tra i diversi curanti
  • clinica che è legata all’insorgenza di sintomi difficili da controllare o addirittura refrattari: per questo è fondamentale una pianificazione condivisa delle cure che preveda in anticipo modalità e alternative di trattamento.
Per le caratteristiche di straordinarietà verificatesi durante la massima diffusione della Sars-Cov-2, date dalla rapidità dell’evoluzione e della diffusione del contagio, dal target di malati prevalentemente colpiti, spesso con prognosi infausta e dagli ambienti (ospedalieri, residenziali e domiciliari) di maggiore trasmissione, l’emergenza è diventata anche sinonimo di morte e fine vita; i servizi di socio-sanitari si sono trovati a fare i conti in condizioni scarsamente o assolutamente non programmabili con la gestione della fase palliativa delle cure e dell’assistenza, spesso affidata ad operatori sanitari non sempre adeguatamente preparati a questo.

E’ molto importante quindi riportare quelle esperienze e quei principi a cui si sono appellati gli esperti in CP, che, anche in queste difficili circostanze, hanno consentito la realizzazione di un percorso di tutela reciproca tra operatori sanitari, malati affetti da Covid-19 o da altre patologie inguaribili e i loro familiari, nel rispetto di quanto dichiarato dai principi delle CP.

Le esperienze italiane qui riportate di Abbiategrasso/Magenta, Bologna, Bolzano, Cinisello Balsamo, Mantova, Monfalcone, Piacenza, Reggio Emilia, Torino e Vimercate − per una lettura esaustiva delle quali si rimanda all’articolo completo − testimoniano l’attività di integrazione dei singoli servizi di CP con le altre specialità per la formulazione di triage clinico, formazione e supporto alla gestione dei sintomi legati al fine vita e alla sedazione palliativa, valorizzazione della comunicazione con la persona malata e i familiari, diritto al consenso informato e alla pianificazione delle cure (quando possibile), supporto emotivo a malato, famiglia ed operatori coinvolti. Le esperienze italiane raccontano percorsi di fine vita COVID vissuti all’interno di contesti protetti come hospice e ospedali. Mancano tuttavia ancora dati significativi sulla gestione del fine vita COVID nel setting domiciliare.

Le esperienze internazionali sono il risultato di una ricerca effettuata su PubMed relativamente ad un periodo temporale che va dal 14 marzo al 13 aprile 2020: ne sono risultati una selezione di 22 articoli, il 40,9% dei quali prodotti dagli Stati Uniti.
  • Il 59,1% di essi si riferisce a raccomandazioni operative
  • il 22,7% rimanda a resoconti di esperienze dirette delle reti di CP
  • il 18,2% riporta opinioni espresse da operatori o esperti del settore (lettere, editoriali, ecc.).
Di seguito viene riportato l’elenco degli ambiti tematici relativi alle principali raccomandazioni ed esperienze emerse (per una lettura più dettagliata si rimanda all’articolo completo):
  • organizzazione dei servizi e risorse umane
  • gestione clinica
  • etica e pianificazione condivisa delle cure
  • lontananza delle famiglie
  • aspetti psico-relazionali e spirituali
  • utilizzo di nuove tecnologie.
L’importante lavoro di integrazione delle cure palliative italiane in tutti i settori di intervento clinico, organizzativo, comunicativo-relazionale, etico e di supporto psicologico, confrontate con le indicazioni e le esperienze emerse dalla letteratura internazionale, testimoniano quanto la loro integrazione con le altre specialità abbia un valore costruttivo, soprattutto in ottica di valutazione globale dei bisogni e di valore aggiunto del lavoro d’équipe.


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immagine: Foto di Prawny da Pixabay