I film e i libri consigliati per voi

Esistono molti modi per parlare di malattia, a fianco dei trattati scientifici e dei seminari non stona l’utilizzo del cinema e della narrativa che, utilizzando una modalità comunicativa semplice ed immediata, spesso riesce ad arrivare molto vicino alle persone.

Questa sezione vuole offrire una selezione di opere che aiutino caregiver e professionisti a capire meglio ciò che si è costretti ad affrontare quando la salute, che troppo spesso diamo per scontata, ci abbandona costringendoci a trovare differenti modalità di gestione della nostra vita.

Per ciascun film o libro indichiamo il messaggio per i professionisti e per coloro che assistono i malati. 


Ci sono molte malattie che danno forza all'anima
Joseph Joubert



Curare la demenza a domicilio: indicazioni di terapia occupazionale per anziani e caregiver

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Il programma di intervento descritto in questo libro prende il nome di “Programma COTiD” Community Occupational Therapy in Dementia (EDOMAH in Olanda).

In epoca in cui le malattie degenerative e croniche detengono il primato epidemiologico e in tutti i paesi si parla di riduzione della spesa sanitaria le cure al domicilio sono considerate una buona soluzione che permette di conciliare la personalizzazione dell’intervento e la sostenibilità economica.

Il programma COTiD, sviluppato nel 1998, comprende le linee guida dell’intervento di terapia occupazionale a domicilio. Si tratta di un processo che pone l’accento su tre protagonisti coinvolti:

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La clinica Riposo & Pace. Commedia nera n. 2

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Libro ironico, interessante, simpatico dove c’è “di tutto un po’” sulla storia recente delle cliniche per anziani: dall’eutanasia alla demenza, dal comportamento degli operatori di assistenza  e cura alla particolarità dei pazienti ivi residenti.

Si legge d’un fiato, si sorride sempre, a volte si ride a crepapelle, ma alla fine si riflette anche. E molto.

Il romanzo ha come protagonista un uomo anziano, Alfio, che è stato affidato dai suoi familiari alle cure di una casa di riposo, il cui nome dà il titolo all’opera.

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Ascoltami

Leggi tutto... Leggi tutto...Maria è madre di due figli adulti, ed è felicemente sposata. La sua vita è serena e appagante.
Il 7 luglio del 2007 un banale giro in moto con il marito cambia la vita di entrambi.

Maria si ritrova immobile in un letto. Prigioniera di un corpo che non le risponde più, non può camminare, non può mangiare, non può parlare, sente tutto perfettamente e le è rimasto un occhio solo. Il mondo esterno la crede completamente incosciente.

Ma Maria sente, Maria prova sensazioni, Maria ha una mente che funziona in modo perfetto. E quando chi le sta accanto se ne accorge, inizia la sua rinascita.

Maria inizia a scrivere un diario nel quale mostra il suo ricchissimo mondo interiore che parla di se stessa, delle difficoltà con il marito, della terribile nostalgia che ha del passato, di quanto le manchino i figli e il suo ruolo di madre. Racconta i suoi momenti di debolezza, la sofferenza per la sua condizione, e la nostalgia «per il cibo vero» che non può più mangiare.

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Piccoli esperimenti di felicità

Leggi tutto... Leggi tutto...In questo libro Hendrik Groen, 83 anni e ¼, racconta sottoforma di diario i suoi piccoli esperimenti di felicità all’interno di quello che lui stesso chiama un ospizio, la residenza il Tramonto di Amsterdam (un nome che è tutto un programma), dove lui con altri 4 residenti, fonda il club esclusivo Vemamino, acronimo di Vecchi ma mica morti.

Hendrik sa che nella vita bisogna avere progetti perché l’esistenza possa avere un senso, quindi si pone un obiettivo: fare tutto ciò che gli va prima che sia troppo tardi. Questo attira le invidie e produce resistenze da parte sia degli altri ospiti che dell’organizzazione.

La tenacia ed il senso dell’umorismo sono la linfa vitale di questo uomo anziano, nonché una lente di ingrandimento sui comportamenti e i pregiudizi subiti, seppure in una struttura di ottima qualità.

Questo racconto ha il pregio di raccontare l’essere anziano istituzionalizzato senza sconti né romanticismi, con la concretezza della discrepanza tra il corpo che invecchia e il pensiero che rimane sé stesso, e sopravvive grazie alla forza delle relazioni e al costruire progetti che diano senso al tempo.

Una lettura profondamente leggera.

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Ti ho incontrata domani

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Diretto dal regista piacentino Marco Toscani, “Ti ho incontrata domani” è un cortometraggio che racconta lo smarrimento dell'identità cui conduce l'Alzheimer, si mette con forza in evidenza la difficoltà a stabilire quale dei due drammi sia il più insostenibile, quello di chi "parte" inghiottito dall'ignoto, o quello di chi resta, assistendo inerme all'inesorabile dissoluzione di una vita.
  
L’intento del regista è quello di indirizzare l’attenzione del pubblico verso questo tipo di tematiche, di sconcertante attualità, e al contempo offrire allo spettatore un'occasione per riflettere: chi siamo quando la geografia della nostra vita si trasforma in un codice indecifrabile a noi stessi, quando i ricordi e la vita stessa svaniscono, cancellando, come una di quelle foto che nessuno usa più, i pensieri che hanno affollato la nostra mente, i figli, le mogli, i mariti, gli amici, gli amanti, ogni persona che abbiamo incontrato e che ha trasformato il nostro filo in una stoffa preziosa.

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