Valore in RSA

novità dal network delle RSA toscane

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a cura di Agenzia regionale di sanità Toscana

Skin tears o lesioni da lacerazione: cosa sono, come insorgono, come si classificano


Skin tears: quali sono le cause

Le skin tears o “lesioni da lacerazione” sono lesioni che spesso riscontriamo negli ospiti presenti nelle nostre RSA. Vengono definite come ferite causate "da taglio, frizione e/o corpo contundente" con la conseguente separazione di strati di pelle.

Una skin tear può essere a spessore parziale (separazione dell'epidermide dal derma) o a spessore intero (separazione dell'epidermide e del derma dalle strutture sottostanti) (LeBlanc e Baranoski, 2011).


Quali i fattori di rischio per l'insorgenza delle skin tears

Le cause principali sono legate ai cambiamenti fisiologici che si verificano durante l’invecchiamento della cute e la maggior incidenza di cadute e di movimentazioni manuali degli anziani fragili e disabili. Altri fattori di rischio che concorrono all’insorgenza di tali lesioni, identificati in letteratura per l’insorgenza di skin tears, sono la minor capacità visiva, difficoltà di mobilità o di equilibrio, stato mentale e soprattutto farmacoterapia con steroidi o anticoagulanti.


Skin tears: due scale per classificarle

Esistono due scale per effettuare una classificazione della gravità delle skin tears.
  1. STAR (Skin Tears And Related injuries)
  2. ISTAP (International Skin Tear Advisory Panel classification system)

Ad oggi, solo un numero limitato di studi ha esaminato la prevalenza e l'incidenza delle lacerazioni cutanee in diverse popolazioni di pazienti, contesti sanitari e paesi.
Nello studio di Hanne Van Tiggelen e Dimitri Beeckman la prevalenza delle lacerazioni cutanee, ovvero il numero di casi esistenti di una malattia o lesione in un momento specifico, è stimata tra l'1.1% e il 41.2%, con la prevalenza più elevata nelle strutture di assistenza a lungo termine.
L'incidenza, che si riferisce al numero di nuovi casi di una malattia o lesione in un tempo determinato, varia dal 2.2% al 62.0%, con la più alta incidenza in contesti di riabilitazione e terapia intensiva.


Alcuni riferimenti bibliografici essenziali: