Cadute


Formazione
La rilevazione dei fattori di rischio per le cadute slide del progetto Progetto Qualità, equità e sicurezza in RSA

Raccomandazioni
National Institute for Clinical Excellence (NICE). Published by the Royal College of Nursing, London. Update May 2011.
Si tratta di un aggiornamento delle Linee guida NICE del 2004 sulla base dei nuovi studi pubblicati sull’argomento. Dalla revisione della letteratura compiuta non risulta emergere nessuna nuova evidenza; pertanto non sono state apportate modificazioni a quanto riportato nelle raccomandazioni della precedente versione in relazione ai seguenti temi: 1) metodi per identificare i soggetti a maggior rischio di caduta o di ri-caduta; 2) metodi di valutazione per i dentificare i fattori di rischio modificabili; 3) paura di cadere; 4) metodi con miglior rapporto costo/efficacia per la prevenzione delle cadute; 5) metodi per massimizzare la partecipazione alla prevenzione delle cadute e alla modificazione dei fattori di rischio; 6) interventi in grado di ridurre le conseguenze psico-sociali della caduta; 7) migliore metodo riabilitativo a seguito di un episodio di caduta; 8) efficacia dei protettori per le anche.
Scarica la linea guida Clinical practice guideline for the assessment and prevention of falls in older people
Updated American Geriatrics Society/British Geriatrics Society ClinicalDeveloped by the Panel on Prevention of Falls in Older Persons, American Geriatrics Society and British Geriatrics Society. J Am Geriatr Soc 2010.
Il rischio di cadere e di procurarsi lesioni aumenta con l’età. Le cadute si associano ad un aumento di rischio di mortalità e morbosità ma influenzano anche il funzionamento globale dell’individuo oltre ad accelerarne il suo ingresso in strutture residenziali. La prevenzione delle cadute si è dimostrata efficace in termini di numero di complicanze gravi ad esse correlate, numero di accessi in DEA ed ospedalizzazioni, istituzionalizzazione e declino funzionale. In questo lavoro, indirizzato a soggetti >65enni residenti in comunità ma con indicazioni specifiche anche per soggetti istituzionalizzati e soggetti affetti da demenza, è stata revisionata la letteratura sull’argomento dal 2001 (data di pubblicazione delle precedenti Linee guida) al 2009.

Nel lavoro vengono fornite indicazioni circa la valutazione delle cadute e del rischio di cadere ed ai provvedimenti indicati in relazione alla storia ed alle specifiche circostanze in cui si è verificata la caduta (frequenza dell’evento, sintomi associati, lesioni conseguenti). Tra le nuove raccomandazioni vi è l’esame del piede e delle calzature, la valutazione funzionale (ADL, capacità di utilizzare ausili), la valutazione delle capacità funzionali percepite dall’individuo e la presenza di paura di cadere, la valutazione dell’ambiente e della sua sicurezza. Gli autori sostengono che gli interventi devono far seguito ad una valutazione multidimensionale da parte di un professionista sanitario e devono comprendere l’esercizio fisico (esercizi di equilibrio, cammino, di resistenza, praticato da 1 a 3 volte a settimana per almeno 12 settimane, da iniziarsi gradualmente per non aumentare il rischio di cadute) sia di gruppo che individuale (efficacia dimostrata anche sulla paura di cadere), modificazioni ambientali (compreso l’installazione di presidi per la sicurezza: corrimano, maniglie per il bagno, adeguata illuminazione), valutazione della vista, revisione della terapia soprattutto quelle psicoattiva (se possibile valutandone la possibilità di sospensione o riduzione di dosaggio), valutazione e trattamento dell’ipotensione ortostatica, in caso di cadute inspiegate su base cardiaca (escludere aritmie, blocchi AV, sindrome del nodo del seno) valutare l’eventuale indicazione ad impianto di PM. La supplementazione con Vit. D (800 UI/die) per tutti gli anziani a rischio di caduta compresi quelli istituzionalizzati è raccomandata (la Vit. D si è dimostrata efficace nel ridurre le cadute indipendentemente dall’effetto sull’osso).

E’ raccomandata una valutazione annuale delle cadute, del rischio e delle modificazioni del passo e dell’equilibrio. Viene inoltre sottolineata, quale intervento di prevenzione sia primaria che secondaria, l’importanza della formazione ed informazione dei soggetti e dei loro familiari sull’argomento, oltre alla possibilità di partecipare a programmi a loro dedicati (esercizio fisico, utilizzo di ausili e acquisizione di tecniche sicure per ad es. nei trasferimenti). Per quanto riguarda in modo più specifico il setting dell’RSA la letteratura non mostra evidenze chiare sull’efficacia di interventi multifattoriali di prevenzione delle cadute (formazione dello staff, modificazioni ambientali, esercizi di equilibrio e cammino, addestramento all’utilizzo di ausili, riduzione dei farmaci psicotropi), né sull’efficacia di programmi di esercizio fisico, mentre la supplementazione con calcio e vit. D sembra dare risultati positivi. Analogamente per quanto riguarda i soggetti affetti da demenza non vi è sufficiente livello di evidenza che permetta di fare raccomandazioni specifiche.
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Updated American Geriatrics Society/British Geriatrics Society ClinicalPublished by the Royal College of Nursing, London. November 2004.
Il lavoro fornisce raccomandazioni in tema di prevenzione delle cadute nell’anziano sulla base delle evidenze della letteratura disponibile. In particolare vengono presi in esame i fattori che possono aumentare il rischio di cadute, i metodi più efficaci per valutare ed identificare i soggetti a maggior rischio, gli interventi e le strategie di prevenzione più efficaci dal punto di vista costo/beneficio, l’efficacia di ausili protettivi per le anche per la prevenzione delle fratture di femore, gli interventi ed i programmi riabilitativi più efficaci per prevenire le cadute, oltre ad esperienze di strategie e programmi di prevenzione.

Vengono inoltre fornite raccomandazioni per la buona pratica infermieristica sulla base delle migliori prove di efficacia. Nello specifico viene raccomandata una dettagliata anamnesi, se è presente una storia di cadute (frequenza, contesto in cui si è verificata, caratteristiche della caduta), un’attenta osservazione (dell’equilibrio, dell’andatura) del soggetto che ha riportato una caduta o è a rischio di cadere, valutazione dell’eventuale indicazione ad interventi riabilitativi per migliorare la forza ed l’equilibrio. In caso di soggetto con storia di caduta o a rischio, viene raccomandata una valutazione multifattoriale da parte di un professionista esperto in materia che oltre ai suddetti aspetti valuti anche il cammino, la mobilità, la forza muscolare, il rischio di osteoporosi, la capacità funzionale percepita e la presenza di paura di cadere, la vista, la presenza di disturbo cognitivo e neurologico, la presenza di incontinenza urinaria, la presenza di malattie cardiovascolari e che esegua una revisione della terapia.

In tutti i soggetti a rischio di cadere sono raccomandati interventi di carattere generale (esercizi di rafforzamento e di equilibrio, valutazione del rischio ambientale, sospensione di farmaci) e interventi individualizzati finalizzati alla promozione dell’autonomia funzionale e al miglioramento della funzione fisica e psicologica; è inoltre raccomandata la condivisione del piano di intervento con gli stessi soggetti e con i loro familiari. Viene infine raccomandato che tutto il personale sanitario che lavora con persone a rischio di cadere acquisiscano e mantengano competenze in tema di valutazione e prevenzione di tali eventi.
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A cura del Gruppo di lavoro di coordinamento del progetto regionale Tommaso Bellandi (Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza dei Pazienti, Regione Toscana), Angela Brandi (Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi), Laura Rasero (Università degli Studi di Firenze, Dipatimento di Sanità Pubblica), Donatella Rizzini (Azienda Sanitaria di Massa-Carrara), Stefania Rodella, Monica Simonetti (Agenzia Regionale di Sanità della Toscana, Osservatorio Qualità) e Riccardo Tartaglia (Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza dei Pazienti, Regione
Toscana). I quaderni delle campagne per la sicurezza del paziente, 2011
Scarica La prevenzione delle cadute in ospedale

Ministero della salute. Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari n. 8/2007
Ministero della salute. Raccomandazione per la prevenzione e la gestione della caduta del paziente nelle strutture sanitarie n. 13/2011


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Consulta la parte relativa alle cadute all'interno dell'ebook di ARS Toscana Progetto ministeriale CCM: il monitoraggio della qualità dell'assistenza in RSA. Report conclusivo dell'Unità Operativa toscana (maggio 2014)