La vaccinazione contro l'Epatite B

Informazioni generali sulla malattia

L’epatite B è una malattia infettiva del fegato causata dal virus HBV. La trasmissione può avvenire tramite sangue infetto (es. puntura con aghi in operatori sanitari o scambio di siringhe nei tossicodipendenti) o altri fluidi biologici (sperma e liquidi vaginali durante i rapporti sessuali), ma anche da madre a feto durante la gravidanza e il parto. La malattia è spesso asintomatica in fase acuta; quando invece i sintomi sono presenti, si osserva malessere generale, febbre, stanchezza, nausea e vomito. Il sintomo caratteristico è costituito dall’ittero (comparsa di colorito giallastro di cute, sclere e mucose). L’infezione può evolvere in 4 modi diversi:
  • completa guarigione con acquisizione dell'immunità dall’infezione (circa il 90% dei casi)
  • forma fulminante (1-2% dei casi totali): si tratta di un quadro di insufficienza epatica acuta spesso letale se non tempestivamente trattata con supporto medico intensivo che può richiedere il trapianto d’organo
  • infezione cronica (5-10% dei casi totali): dopo una fase generalmente sintomatica, la malattia evolve verso una forma di epatite cronica che nel corso di anni può evolvere in cirrosi epatica fino al carcinoma del fegato
  • stato di portatore inattivo: il virus persiste nel fegato ma non provoca danno epatico; può rimanere in questo stato anche tutta la vita, senza arrecare danni; il soggetto risulta essere anche poco contagioso.

La vaccinazione contro l'Epatite B

L’epatite B rappresenta l’infezione per la quale il rischio professionale per determinate categorie, come gli operatori sanitari, è massimo ed è quindi indispensabile garantire la vaccinazione a tutti coloro che sono a rischio di contrarre l’infezione. Il vaccino dell'epatite B è costituito da porzioni del virus HBV (proteine antigeniche di superficie del virus): è quindi in grado di stimolare la produzione di anticorpi, necessari ad impedire lo sviluppo di infezione senza però essere in grado di provocare la malattia.

Descrizione della somministrazione del vaccino ed esiti attesi

La vaccinazione prevede la somministrazione di 3 dosi vaccinali a 0, 1 e 6-12 mesi di distanza (iniezione per via intramuscolare sul muscolo deltoide del braccio) nei soggetti che non sono mai stati vaccinati. Trascorso un mese dall’ultima dose di vaccino, si procede al dosaggio tramite un prelievo di sangue degli anticorpi anti-HBs (anticorpi diretti contro l’antigene di superficie del virus HBV) come disposto dal D.M 20/11/2000, art.4. La presenza di tali anticorpi è indice del fatto che il sistema immunitario del soggetto vaccinato ha sviluppato una “memoria immunologica” utile a fronteggiare il virus dell’epatite in caso di successivo contatto.
I soggetti nati dopo il 1980 dovrebbero aver ricevuto la vaccinazione anti-epatite B al compimento del dodicesimo anno di età, mentre i soggetti nati dal 1991 in poi dovrebbero aver ricevuto la vaccinazione durante il primo anno di vita; in questi soggetti dovrà essere dosato il livello degli anticorpi anti-HBs prima di iniziare l’attività lavorativa. In caso tale esame risulti positivo, si considera il soggetto come protetto dall’infezione e che non necessita di ulteriori interventi; in caso di negatività dell’esame è invece necessario effettuare una 4° dose vaccinale con successivo controllo degli anticorpi a distanza di un mese.La positività degli anti-HBs indica lo sviluppo di memoria immunologica, mentre la sua persistente negatività indica la necessità di completare il ciclo vaccinale con ulteriori 2 dosi, seguite da un nuovo dosaggio degli anticorpi a distanza di 1 mese. Se un soggetto mostra una negatività del dosaggio anticorpale dopo 2 cicli vaccinali completi (6 dosi) viene definito “non-rispondente”; in questi casi potranno essere valutate altre opzioni come la vaccinazione con vaccino antiepatite B adiuvato, cioè in grado di amplificare la risposta immunitaria.

Potenziali benefici

Nonostante l’introduzione dell’obbligo vaccinale contro l’epatite B, introdotto in Italia a partire dal 1991 per tutti i nuovi nati, abbia contribuito a ridurre la diffusione della malattia, l’infezione da HBV rimane ancora oggi un rilevate problema di salute pubblica in particolare per gli operatori sanitari che lavorano a stretto contatto con sangue e fluidi corporei (come negli ospedali e nelle RSA). Il vaccino contro l’epatite B è risultato essere efficace, in quanto offre un livello di protezione del 95% e fornisce immunità di lunga data: studi scientifici hanno mostrato che dopo 10-15 anni dalla vaccinazione, il titolo di anticorpi anti-HBs diminuisce, ma che ciò non compromette la protezione del soggetto dalla malattia.

Possibili effetti indesiderati a seguito della vaccinazione

Il vaccino contro l’epatite B ha un buon profilo di sicurezza poiché la maggior parte degli effetti avversi, se si verificano, avviene a livello locale e consiste in lieve dolorabilità, arrossamento, edema e indolenzimento della zona di inoculazione; a livello sistemico possono transitoriamente comparire malessere, febbre, stanchezza, vertigini, cefalea, alterazione della funzionalità epatica, dolori articolari e muscolari, orticaria. Solamente in rari casi (1-2 ogni 10.000) le reazioni avverse si presentano con compromissione generale dell’organismo (come ad esempio convulsioni febbrili dovute al brusco innalzamento della temperatura corporea). Come qualsiasi altra sostanza con cui il nostro organismo viene in contatto per la prima volta, si potrebbero verificare reazioni allergiche di tipo anafilattico di varia entità (gonfiore della bocca, difficoltà respiratoria, ipotensione e shock) sebbene si tratti di eventi rari (meno di 1 caso ogni milione di vaccinati)

Condizioni che possono ridurre l’efficacia del vaccino

L’età e lo stato di salute del soggetto al momento della vaccinazione possono influire sulla capacità dell’organismo di produrre anticorpi. In particolar modo le patologie che inducono uno stato di immunodepressione (es. mancanza della milza, deficit del complemento, infezione da HIV, ecc..) possono diminuire la capacità dell’organismo di sviluppare una risposta anticorpale adeguata allo stimolo vaccinale e, di conseguenza, esporre il soggetto ad infezione nonostante un’appropriata somministrazione del vaccino.

Controindicazioni alla vaccinazione

Le seguenti condizioni rappresentano controindicazioni e precauzioni all’esecuzione della vaccinazione contro l’epatite B, delle quali discutere con il medico responsabile della vaccinazione.Controindicazioni:
  • reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose
  • reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino
Precauzioni:
  • malattia acuta grave o moderata, con o senza febbre
  • orticaria generalizzata immediata dopo somministrazione di una precedente dose
  • reazione allergica grave al lattice (per i prodotti che contengono lattice nella siringa).
Nel caso di comparsa di effetti secondari è opportuno consultare il medico di famiglia e il medico del Servizio che ha effettuato la vaccinazione.