Le vaccinazioni negli operatori sanitari: un escursus su malattie, benefici potenziali dei vaccini, effetti indesiderati, controindicazioni

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I professionisti che operano in ambito sanitario
(medici, infermieri, fisioterapisti, operatori socio-sanitari, assistenti sociali, educatori, animatori, ecc.), a causa del loro reiterato contatto con i pazienti, sono sia a elevato rischio di esposizione, che di trasmissione di malattie infettive, parte delle quali prevenibili attraverso la vaccinazione.

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La vaccinazione contro la Varicella

Informazioni generali sulla malattia

La varicella è una malattia infettiva acuta esantematica causata dall’infezione primaria del virus Varicella zoster. E’ una patologia molto contagiosa, che può colpire adulti e bambini e che rappresenta una causa importante di malformazioni neonatali anche gravi se contratta dalla madre durante la gravidanza. La trasmissione del virus avviene per contatto diretto con le lesioni cutanee caratteristiche della malattia, tramite le goccioline di saliva della persona infetta o per trasmissione da madre a feto.
La malattia generalmente si manifesta con macchioline diffuse della pelle e delle mucose che si trasformano rapidamente in vescicole e poi in croste. In alcuni casi si possono verificare complicanze come infezioni batteriche cutanee, riduzione del numero delle piastrine, polmonite ed encefalite, tanto più gravi se il soggetto che ha contratto la malattia è un adulto e/o presenta deficit delle difese immunitarie.  
Di importante rilevanza clinica è la malattia contratta dalla madre durante la gravidanza, dal momento che il feto è a rischio di sviluppare la sindrome da varicella fetale (malformazioni cerebrali e degli arti). La malattia espone a rischio anche la madre per il possibile sviluppo di gravi complicanze come polmonite, coagulazione intravascolare disseminata, fino alla morte).
La malattia, una volta contratta, conferisce un’immunità (protezione contro successive nuove infezioni) di tipo permanente. E’ noto tuttavia che il virus, in seguito all’infezione, può rimanere silente nell’organismo, per poi riattivarsi in situazioni di stress psicofisico e di abbassamento delle difese immunitarie, configurando il quadro clinico conosciuto come “Fuoco di Sant’Antonio”.

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La vaccinazione contro il Meningococco di tipo C

Informazioni generali sulla malattia

Il meningococco è un batterio che può essere presente, in maniera del tutto asintomatica, nella gola e nel naso di molti soggetti definiti per questo “portatori sani”; talvolta la presenza di questo batterio può però portare, soprattutto in bambini o in soggetti debilitati, allo sviluppo di una malattia clinicamente rilevante definita meningite meningococcica che consiste nella diffusione del microorganismo a livello delle meningi (membrane che avvolgono e proteggono encefalo e midollo spinale), fino a diffondersi in tutto l'organismo attraverso il sangue (sepsi). La trasmissione della malattia avviene tramite contatto diretto con le goccioline di saliva (starnuti,  tosse…) emesse da un soggetto infetto ma anche da un portatore sano. I sintomi appaiono improvvisamente e consistono in febbre, mal di testa, e rigidità del collo spesso accompagnata da altri sintomi quali nausea, vomito, fotofobia (sensibilità dell’occhio alla luce) ed alterazione di vario grado dello stato mentale. La malattia può avere complicazioni anche gravi, e portare a lesioni permanenti (come deficit cognitivi e amputazioni di arti) fino al decesso del soggetto.
Si conoscono diversi tipi di meningococco; la maggior parte delle malattie meningococciche nell’uomo è causata dai sierotipi A, B, C, W135 e Y. In particolare, in Italia e in Europa i ceppi più diffusi sono attualmente il B e il C.

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La vaccinazione contro Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR)

Informazioni generali sulle malattie

Morbillo
È una malattia infettiva virale molto contagiosa che colpisce principalmente i bambini ma anche gli adulti, nei quali in particolar modo può portare a complicanze anche gravi. Si trasmette tramite le goccioline di saliva (emesse mediante tosse e starnuti) e provoca una sintomatologia tipica caratterizzata da febbre alta, tosse ed infiammazione delle alte vie respiratorie, associata a congiuntivite e alla comparsa del tipico esantema, ovvero piccole e numerose macchioline rossastre diffuse su tutto il corpo. Il morbillo può indurre complicanze di minor gravità come otite, diarrea, convulsioni febbrili, ma anche gravi complicanze come polmonite e meningoencefalite che può determinare danni cerebrali permanenti. Le persone colpite dalla malattia che vanno incontro a guarigione sviluppano un’immunità permanente eliminando così il rischio di contrarre di nuovo la malattia.
Nonostante l’incidenza della malattia, e quindi delle complicanze più gravi, si sia ridotta proprio grazie alle campagne di vaccinazione, i bassi livelli di copertura vaccinale raggiunti negli ultimi anni hanno portato al riaccendersi di focolai epidemici periodici che rappresentano un attuale e rilevante problema di sanità pubblica.

Parotite
La parotite è una malattia infettiva molto contagiosa di origine virale che si trasmette per via respiratoria e, raramente, tramite contatto diretto; è caratterizzata dall’ingrossamento bilaterale delle ghiandole salivari maggiori (parotidi) associata a dolorabilità durante la masticazione, febbre, stanchezza e malessere generale. Le complicanze si verificano in una minoranza di casi e comprendono sordità, pancreatite e meningoencefalite; nel 20-30% dei casi, quando l’infezione viene contratta nei maschi dopo la pubertà, può causare orchite, una malattia infiammatoria molto dolorosa, caratterizzata dal gonfiore di uno o di entrambi i testicoli. Questa, sebbene raramente, può evolvere in un’atrofia testicolare con conseguente sterilità. Nella donna la comparsa di infiammazione delle ovaie è relativamente rara e in genere non ha conseguenze sulla fertilità. L’infezione porta allo sviluppo di un’immunità naturale permanente eliminando così il rischio di contrarre di nuovo la malattia.
La parotite è stata nel passato una malattia quasi esclusivamente infantile, colpendo generalmente bambini tra i 5 e i 9 anni; oggi invece si osservano casi anche tra gli adulti, che possono sviluppare più frequentemente le suddette complicanze.

Rosolia
La rosolia è una malattia infettiva contagiosa di origine virale che si diffonde tramite le goccioline di saliva durante il parlare, gli starnuti o tramite contatto diretto con le secrezioni oro-nasali. La malattia può essere raramente asintomatica o manifestarsi con diversi quadri clinici che vanno dalla comparsa di febbre e linfoadenite (infiammazione dei linfonodi del collo e della nuca) fino alla comparsa di dolori articolari diffusi e del classico esantema (comparsa di piccole macchioline rossastre al volto che si diffondo rapidamente a tutto il corpo). Le complicazioni, più frequenti in  età adulta, sono in genere molto rare: encefalite, diminuzione del numero delle piastrine, artrite.
Quando la malattia viene contratta in gravidanza, in particolar modo durante il primo trimestre, può portare a un quadro molto severo per il feto (rosolia congenita) caratterizzato da malformazioni gravi: sordità, cecità, cardiopatia e ritardo mentale si presentano in più del 50% dei feti di madri malate.

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La vaccinazione contro l'influenza

Informazioni generali sulla malattia

L’influenza è una malattia infettiva acuta stagionale causata dai virus influenzali; si tratta di microorganismi particolari in quanto capaci di modificare stagionalmente le proteine esposte sulla propria superficie; questo comporta l’impossibilità di sviluppare, nel soggetto che contrae l’infezione, un’immunità permanente poiché ogni anno il nostro sistema immunitario si trova a dover fronteggiare l’infezione di un microorganismo con caratteristiche differenti. Per questo motivo è necessario ripetere annualmente la vaccinazione antinfluenzale, che viene preparata per lo specifico tipo di virus influenzale circolante.L’influenza è una malattia diffusa globalmente, che causa da tre a cinque milioni di casi gravi e da 250.000 a 500.000 morti ogni anno al mondo. Il contagio avviene dal malato alla persona sana suscettibile attraverso le goccioline di saliva emesse durante la tosse, gli starnuti e il parlare, oppure attraverso il contatto diretto con oggetti o superfici contaminate da secrezioni. La malattia si caratterizza per malessere generale, stanchezza, febbre, dolori muscolari ed articolari, mal di testa e i sintomi tipici dell’apparato respiratorio (tosse, raffreddore, mal di gola). Le complicanze più frequenti, che colpiscono generalmente i soggetti più anziani e/o debilitati, comprendono sinusiti, bronchiti e polmoniti.

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La vaccinazione contro Difterite-Tetano-Pertosse (dTpa)

Informazioni generali sulle malattie

Difterite
La difterite è una malattia infettiva batterica particolarmente grave, che si trasmette per via respiratoria. Il batterio è capace di produrre una tossina che può danneggiare gravemente organi e tessuti. Solitamente la malattia inizia con febbre, stanchezza, mal di gola e tumefazione laterocervicale; a livello della faringe si può formare una patina spessa e grigiastra che può ricoprire la gola, le tonsille e la laringe fino a portare all'ostruzione delle vie aeree. Oltre ai disturbi respiratori, le possibili complicanze interessano il cuore (miocardite), i reni (insufficienza renale) e il sistema nervoso (neuropatia periferica). Dopo aver contratto la difterite, gli anticorpi che si sviluppano non proteggono dalla malattia ed è necessario quindi che il malato sia vaccinato per evitare di ammalarsi nuovamente.

Tetano
Il tetano è una grave malattia infettiva di origine batterica che si contrae in seguito alla contaminazione di ferite, lacerazioni e ustioni della pelle, anche di grado lieve, con terra o polvere; non si tratta quindi di un’infezione trasmissibile da persona a persona. Il batterio si trova nel terreno sotto forma di spore resistenti sia ai comuni disinfettanti che al calore. Una volta penetrate nell'organismo, in particolare in mancanza di ossigeno, le spore si trasformano nel batterio che produce una tossina in grado di danneggiare gravemente il sistema nervoso centrale provocando rigidità di tutti i muscoli del corpo. In particolare, l'interessamento dei muscoli respiratori e laringei può determinare la morte per asfissia. La malattia contratta in modo naturale non porta una protezione permanente ed è quindi necessario che il soggetto, qualora superi la malattia, si vaccini per non ammalarsi nuovamente. Attualmente in Italia si manifestano circa 100 casi di tetano all’anno, di cui due terzi circa muoiono proprio perché mai vaccinati o perché non hanno rispettato i richiami vaccinali previsti ogni 10 anni.

Pertosse
La pertosse è una malattia infettiva batterica molto contagiosa che si trasmette per via aerea tramite goccioline di saliva ed esordisce spesso come un comune raffreddore, seguito a distanza di circa due settimane da una tipica tosse persistente. Gli accessi di tosse sono particolarmente debilitanti e possono rendere difficoltosa la respirazione e l’alimentazione, possono causare vomito ed essere accompagnati da un tipico “urlo inspiratorio” dovuto all’aria che entra con difficoltà all’interno delle vie aeree. La malattia colpisce tipicamente soggetti in età infantile, ed è tanto più grave quanto più precocemente colpisce il bambino. Le complicanze più gravi sono broncopolmonite, pneumotorace spontaneo, encefalite, asfissia fino alla morte. L'immunità verso la pertosse, sia dopo malattia che dopo vaccinazione, non è permanente ed è quindi necessario eseguire richiami del vaccino ogni 10 anni.

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La vaccinazione contro l'Epatite B

Informazioni generali sulla malattia

L’epatite B è una malattia infettiva del fegato causata dal virus HBV. La trasmissione può avvenire tramite sangue infetto (es. puntura con aghi in operatori sanitari o scambio di siringhe nei tossicodipendenti) o altri fluidi biologici (sperma e liquidi vaginali durante i rapporti sessuali), ma anche da madre a feto durante la gravidanza e il parto. La malattia è spesso asintomatica in fase acuta; quando invece i sintomi sono presenti, si osserva malessere generale, febbre, stanchezza, nausea e vomito. Il sintomo caratteristico è costituito dall’ittero (comparsa di colorito giallastro di cute, sclere e mucose). L’infezione può evolvere in 4 modi diversi:
  • completa guarigione con acquisizione dell'immunità dall’infezione (circa il 90% dei casi)
  • forma fulminante (1-2% dei casi totali): si tratta di un quadro di insufficienza epatica acuta spesso letale se non tempestivamente trattata con supporto medico intensivo che può richiedere il trapianto d’organo
  • infezione cronica (5-10% dei casi totali): dopo una fase generalmente sintomatica, la malattia evolve verso una forma di epatite cronica che nel corso di anni può evolvere in cirrosi epatica fino al carcinoma del fegato
  • stato di portatore inattivo: il virus persiste nel fegato ma non provoca danno epatico; può rimanere in questo stato anche tutta la vita, senza arrecare danni; il soggetto risulta essere anche poco contagioso.

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