RSA in Toscana: periferia o centro…nei servizi alla persona?

einstein06/07/2017
La giornata di studio, del Tour Tematico ANSDIPP, è stata una riflessione sull’importanza del lavoro integrato dei diversi servizi territoriali e anche dei saperi, per una risposta adeguata al nuovo progetto di medicina di iniziativa regolata dal DGRT n 650/2016.

Tra gli obiettivi del progetto vi è la presa in carico dei pazienti complessi collocabili sulla parte alta della piramide del rischio (figura sotto), mediante piani assistenziali e cura individuale, in un’ottica proattiva, finalizzati a migliorare la qualità della vita e prevenire ricoveri ripetuti.










pazientecomplesso

La giornata ha fatto riflettere, attraverso i diversi interventi, su più aspetti. Riportiamo sotto un breve riassunto.

La medicina generale ha sottolineato che nella gestione del paziente complesso a rischio di non autosufficienza vanno coinvolti tutti i servizi territoriali per riuscire a dare una risposta ai bisogni ed una presa in carico continua. Seppur rimane fondamentale il ruolo del Medico di Medicina Generale con le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), le Case della Salute e le Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), le RSA potrebbero avere un ruolo importante all’interno di questo processo di cura, in quanto servizio territoriale aperto sulle 24 ore.

L’Agenzia regionale di sanità Toscana ha presentato il progetto ministeriale sull’identificazione proattiva dei pazienti complessi e la loro presa in carico, progetto che coinvolge Veneto, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana e di cui la Toscana è capofila. Il progetto ministeriale funge da pilota per il più ampio progetto regionale sulla nuova Sanità d’iniziativa, descritto nella delibera 650/2016. Nell’ambito del progetto ministeriale, iniziato un anno fa, è stata presentata la casistica dei pazienti definiti complessi per bisogni sanitari che necessitano di una gestione complessa e che trarrebbero beneficio da una gestione da parte delle cure primarie. I pazienti, identificati mediante un algoritmo che si avvale dei dati sanitari correnti, presentano un alto tasso di accessi al pronto soccorso e di ricovero ospedaliero. Il progetto si pone inoltre l’obiettivo di definire gli strumenti, non ancora stabiliti, per la valutazione e la gestione dei pazienti complessi nell’ottica di fornire delle proposte operative per il miglioramento dei servizi.

Nell’ottica di una riflessione sugli strumenti utili per una corretta presa in carico, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha mostrato come la bio-robotica applicata anche a domicilio potrebbe essere di enorme aiuto per lo sviluppo di un maggiore empowerment per gli ospiti complessi, per garantire un monitoraggio e una gestione preventiva delle criticità, attraverso un controllo continuo ed integrato.

Una rappresentanza di RSA che aderiscono al sistema di valutazione MeS hanno messo in evidenza come il metodo proattivo, che in questi anni la struttura ha messo a punto per i residenti non autosufficienti, potrebbe essere applicato ai pazienti complessi a domicilio attraverso una puntuale mappatura dei bisogni e del rischio in modo da poter monitorare anche a distanza, attraverso software e strumenti di bio-robotica e telemedicina, eventuali rischi ed intervenire in caso di bisogno sulle 24 ore. Inoltre sembrerebbero sussistere differenze negli accessi in pronto soccorso e nei ricoveri ospedalieri tra i pazienti complessi, identificabili attraverso i flussi informativi regionali che risiedono al proprio domicilio (dati ARS) e gli ospiti e residenti di un campione di RSA (dati forniti dalle strutture stesse).
L’obiettivo è migliorare la qualità della vita, rendere più appropriati gli accessi al pronto soccorso e in ospedale e ridurre le acuzie, attraverso il monitoraggio continuo.

La giornata si conclude con una domanda aperta: le RSA potrebbero fornire una risposta residenziale adeguata anche a questa tipologia di pazienti?


Per saperne di più, leggi le presentazioni:
La RSA: un servizio per la gestione proattiva del paziente complesso a domicilio
Il paziente complesso e la nuova sanità d’iniziativa