Il Comitato Nazionale di Bioetica in difesa del Servizio Sanitario Nazionale

servizio sanitario nazionale
22/06/2017
Il Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) ha approvato lo scorso gennaio il documento In difesa del Sistema Sanitario Nazionale, nel quale sono affrontate ed esaminate alcune tematiche di fondamentale importanza e rilevanza per il nostro SSN, a partire dall’analisi delle cause che stanno mettendo fortemente in dubbio l’attuale sistema di welfare e della sua sostenibilità a breve-medio termine ed in particolare con l’intento di tenere conto del nuovo e continuo diverso status della popolazione del nostro paese.
    
Il documento analizza il sistema in otto punti:

1. La generale insostenibilità del SSN
Di fatto gravano sempre più sulla qualità e la sostenibilità dei servizi alcuni fenomeni, come il processo di inversione demografica iniziato nel 1992, per cui un numero sempre maggiore di persone anziane necessita dell’attivazione di percorsi specifici che tengano conto dei “nuovi” bisogni di salute di una popolazione che non solo non si sta rinnovando, ma che presenta pluripatologie croniche e disabilità crescenti tali da incrementare considerevolmente i costi della salute e della sanità.
Di fatto la popolazione anziana sta sopportando anche una parte del carico della popolazione giovane che, stante anche i dati sull’andamento del PIL, in futuro non sarà in grado di sostenere le spese di welfare. Altro elemento da non sottovalutare è la palese criticità “… sul fronte della spesa sanitaria privata, rispetto alla quale l’Italia risulta essere l’unico paese al mondo dove vengono spesi dai cittadini circa 40 miliardi di euro completamente a loro carico, ovvero il 31% della spesa sanitaria totale…”.

2. La promozione della prevenzione a tutela del SSN
Purtroppo il nostro paese, da diverso tempo, versa all’ultimo posto tra i 34 Paesi OCSE per gli investimenti sulla prevenzione. Un sollecito importante viene fatto affinché siano le popolazioni più giovani, fin dall’età infantile, quelle che possano usufruire di processi educativi, volti a sani stili di vita ed alla promozione della prevenzione per ostacolare l'insorgere di malattie evitabili, impegnando tutta la società e le forze sociali in questo percorso di cambiamento.

3. La necessità di generale rivisitazione dei modelli organizzativi
Il CNB suggerisce di portare a termine il processo di digitalizzazione della sanità in tutte le regioni, con la costruzione di banche dati per ciascun assistito, piani individuali di cura e, di conseguenza, la ridefinizione di un nuovo e più adeguato sistema tariffario. La persona assistita dovrebbe essere inserita “… all’interno di un progetto di cura qualificabile come un processo unitario, che si articola attraverso dei percorsi integrati, un processo clinico di carattere multidisciplinare, un processo infine assistenziale, omogeneo per livello di assistenza”. Inoltre, affinché l’organizzazione ospedaliera possa mantenersi sugli attuali livelli organizzativi, è vincolante una riorganizzazione della sanità territoriale.

4. Una sanità in difesa dei pazienti fragili
Maggiore attenzione dovrà essere sviluppata in difesa delle persone fragili, in questo particolare momento in cui l’aumento dell’aspettativa di vita e l’invecchiamento della popolazione hanno determinato un drammatico aumento del tasso di prevalenza della demenza a causa del declino cognitivo. Secondo il CNB il sistema sanitario “… dovrebbe essere incentrato sulla prevenzione e sulla cura della demenza, allo scopo di assicurare al paziente fragile la tutela del diritto a mantenere il più a lungo possibile l’integrità fisica e psichica”. Anche ai bambini devono essere dedicate particolari attenzioni, soprattutto quando affetti da malattie croniche, disabilitanti, congenite o acquisite.

5. La rivitalizzazione della formazione professionale e interprofessionale
Senza una rivitalizzazione della formazione, professionale ed interprofessionale, delle diverse figure presenti nell’intera filiera della cura, non si potrà dare avvio al processo di cambiamento. E’ auspicabile la valorizzazione delle competenze professionali specifiche, della nascita di equipe socio-assistenziali integrate e multi-professionali, in cui le conoscenze siano complementari fra loro e promotrici di un’attività di formazione “etica” per tutti gli operatori sanitari.

6. L’orientamento alla ricerca sanitaria
Per la ricerca, oggi trattata come attività residuale e discontinua, il CNB asserisce che essa “… dovrebbe essere adeguatamente finanziata e riconosciuta come parte integrante e sostanziale del SSN attraverso la destinazione ad essa di una quota ben definita del Fondo sanitario Nazionale”.

7. La difesa dalle frodi e dalla corruzione in sanità
Purtroppo le frodi e la corruzione rappresentano un fenomeno sociale insito anche nel settore sanitario ed erodono una porzione di risorse cospicue, come confermano le relazioni della Guardia di Finanza e della Corte dei Conti. L’indagine condotta dal Censis nel 2012 riporta che l’87% degli italiani ritiene che la corruzione, assieme alla crisi morale della politica, sia la causa principale dell’attuale recessione economica. Sarebbe utile poter costituire un’unità speciale dedicata  in maniera esclusiva a questo fenomeno,  seguendo il modello inglese adottato dall’NHS (National Health Service).

8.  Raccomandazioni
A chiudere la relazione il CNB avanza le raccomandazioni sopracitate come azioni atte a mantenere e rafforzare il nostro SSN in tutte le regioni del Paese, “… per la difesa, la preservazione, il rilancio, l’equità, l’universalità e la sostenibilità del diritto alla salute”.



Per saperne di più
leggi il documento In difesa del Sistema Sanitario Nazionale a cura del Comitato Nazionale per la Bioetica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma, 26 gennaio 2017