La finestra di fronte

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La finestra di fronte è un film del 2003 del regista Ferzan Özpetek. Gli interpreti principali sono Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Filippo Nigro e Massimo Girotti, scomparso poco dopo aver ultimato le riprese, e a cui è stato dedicato del film.

Il film narra di una giovane donna Giovanna, che si trova ad accogliere nelle propria casa un uomo anziano, Simone, che si è perso e non sa dirle chi è.
Il loro è l’incontro tra due universi e due storie d’amore, una del passato ed una del presente, in ambedue pesa l’onere di una rinuncia, in nessun caso priva di dolore.

Cambia lo sfondo storico, rimane il dilemma interiore della scelta tra la propria felicità e la felicità altrui, mai completamente svincolata dal giudizio sociale e morale che essa inevitabilmente comporta.

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Lo scafandro e la farfalla

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Jean-Dominique Bauby si risveglia dopo un lungo coma in un letto d'ospedale. È il caporedattore di 'Elle' e ha accusato un malore mentre era in auto con uno dei figli. Jean-Do scopre un'atroce verità: il suo cervello non ha più alcun collegamento con il sistema nervoso centrale.

Il giornalista è totalmente paralizzato e ha perso l'uso della parola oltre a quello dell'occhio destro. Gli resta solo il sinistro per poter lentamente riprendere contatto con il mondo. Dinanzi a domande precise (ivi compresa la scelta delle lettere dell'alfabeto ordinate secondo un'apposita sequenza) potrà dire "sì" battendo una volta le ciglia oppure "no" battendole due volte. Con questo metodo riuscirà a dettare un libro che uscirà in Francia nel 1997 con il titolo che ora ha il film.

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Sul lago dorato

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Norman ed Ethel Thayer sono anziani e trascorrono la loro estate in una bella casa sul lago. Ethel è dolce e paziente mentre Norman appare burbero e irascibile. I due hanno una figlia, Chelsea, che non va d'accordo con il padre e nutre risentimento nei suoi confronti.

Ethel invita Chelsea a fare loro visita in occasione dell'ottantesimo compleanno di Norman e la ragazza, che è divorziata, arriva alla casa sul lago con il fidanzato dentista e con Billie, il figlio tredicenne di lui. Chelsea chiede ai genitori di tenere Billie con loro nella casa sul lago per un mese, mentre lei e il fidanzato faranno un viaggio in Europa. I genitori accettano. Inizialmente Billie si dimostra ostile: poi, a poco a poco, abbandona il suo atteggiamento aggressivo e instaura un rapporto di sincera amicizia con Norman. La presenza del ragazzo è importante anche per Norman, che acquista nuovamente fiducia in se stesso. Quando Chelsea rientra dall'Europa, lei e il padre avranno finalmente un chiarimento.

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Che cosa ti aspetti da me

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Una storia, quella scritta da Lorenzo Licalzi, come tante, comune: un settantottenne cresciuto in una buona famiglia, istruito, che a causa di un ictus (che gli paralizza completamente la parte sinistra del corpo) si ritrova a vivere quel che resta della sua vita in una RSA.

Il racconto è in prima persona, un punto di vista che non ci appartiene, ma che coglie in profondità i gesti di chi vive e lavora dentro la struttura, gli atteggiamenti a volte scontati e intrisi di abitudine che quotidianamente scivolano via nei giorni sempre uguali, il senso degli ultimi giorni, mesi o anni della propria vita.

Le vicende e le vicissitudini di chi “sopporta” da dentro la vita della RSA, che potrebbe essere una qualunque struttura, perché i personaggi e le vicende narrate dall’autore li ritroviamo quotidianamente nelle nostre RSA, con altri nomi, con altri passati, ma con le stesse problematiche, richieste, necessità.

Da leggere tutto d’un fiato, il linguaggio è semplice, diretto, vero. Un libro che ogni persona che gravita intorno al mondo delle RSA dovrebbe leggere.

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